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Manzoni: se destino è porsi tra la verità e l’inquietudine


È il nostro privilegio o il nostro peso – se non vogliamo ritenerlo un privilegio – l’essere messi tra la verità e l’inquietudine”. Apre così il suo sipario la terza serata del Mese Letterario, ciclo di quattro incontri dedicati ai grandi classici della letteratura organizzato dalla Fondazione San Benedetto. Quest’anno alla sua terza edizione, l’iniziativa ha riscosso il successo di sempre con relatori d’eccezione e autori quali Tolkien, Ungaretti, Manzoni e Shakespeare sorpresi come nostri maestri Sulle Tracce del Destino, titolo della rassegna 2012.

Alessandro Manzoni

Dopo uno scrittore di fantasy e un poeta, è il turno di un grande romanziere dell’800: Alessandro Manzoni. Ne tratteggia il profilo con immagini vive e suggestive Pietro Baroni, insegnante e direttore de I Colloqui Fiorentini – Nihil Alienum, convegno nazionale di letteratura italiana per le scuole superiori. Ci confida di “un uomo lucido e ferito, intento a scrivere il dramma della sua vita, un uomo che arrivato a un punto della sua esistenza, colpito da uno sguardo, fissa dritto negli occhi il destino”. Come quando incontrò Napoleone Bonaparte e per anni si portò nel cuore la traccia di quello sguardo, di quell’istante che poi sbocciò nel Cinque Maggio.

Se in Leopardi è la natura il termine di paragone e in Foscolo è il mito, in Manzoni è il destino la parola chiave, destino che si svela nell’incontro di un volto umano. E Manzoni, quel volto, lo incontra in Enrichetta Blondel, puritana calvinista, che lo accompagnerà sulle tracce di Dio. A lei, una volta perduta, dedica la struggente poesia Natale 1883, incompiuta perché non c’è più nulla da dire: “Manzoni – commenta il relatore – si trova a faccia a faccia con il destino e per questo si trova a fare i conti con un tu. Non è vero che sia una cosa pacificante, incontrare il destino. Ti riappropri della tua umanità, è vero, ma ti scontri anche con il dolore”. E ancora “guardare il destino negli occhi, non significa trovare la gioia ma misurarti con la verità”: di nuovo torna in gioco quel tu, quel volto, quello sguardo in cui ci si interroga sulla propria vita e sulle orme da seguire. Perché destino è “essere messi tra la verità e l’inquietudine”.

Questo stesso disagio è proprio ciò che prova l’innominato al pensiero di Lucia: “era aspettata dall’innominato, con un’inquietudine, con una sospension d’animo insolita. Cosa strana! quell’uomo, che aveva disposto a sangue freddo di tante vite, che in tanti suoi fatti non aveva contato per nulla i dolori da lui cagionati, se non qualche volta per assaporare in essi una selvaggia voluttà di vendetta, ora, nel metter le mani addosso a questa sconosciuta, a questa povera contadina, sentiva come un ribrezzo, direi quasi un terrore”. Lucia che cambia tutti i personaggi che incontra. Lucia che è stata delusa, rapita e ingannata. Lucia che è il “sentire e il meditar” dei Promessi Sposi.

Il mese letterario 2012

Pietro Baroni continua il suo viaggio avvicinandosi ora all’uno ora all’altro personaggio, citando le tragedie del Conte di Carmagnola e dell’Adelchi e recuperando la gioia degli Inni Sacri. Un intreccio di immagini, di voci e ricordi che si affollano nelle profondità del nostro io, strappandoci la nostra umanità assetata di mistero, bellezza, verità. E su questo bellissimo sfondo, si fanno strada le domande della e sulla vita e ci si mette in cammino verso il “Destino misterioso che chiama ciascun essere umano” ben sapendo come ricorda il relatore che “la risposta non è mai l’esito della domanda, l’incontro non è mai come l’avevi immaginato”.

MANZONI: IF DESTINY IS TO BE MADE BETWEEN TRUTH AND ANXIETY

“It is our privilege and our weight – if you do not want to feel it a privilege – to be made between truth and anxiety”. This sentence opens the curtains to the third evening of the Month Literary, series of four meetings dedicated to the great classics of literature organized by the Fondazione San Benedetto. In its third edition, the initiative has been successful with outstanding speakers and authors such as Tolkien, Ungaretti, Manzoni and Shakespeare surprised as our masters On the Trails of Destiny, the title of the exhibition 2012.
After a fantasy writer and a poet, it is the turn of a great novelist: Alessandro Manzoni. Pietro Baroni, teacher and director of The Florentines Talks – Nihil alienum, National Conference of Italian literature in high schools, draws a profile with vivid and stunning images. We are confident that “a man bright and wounded, writing the drama of his life, a man who arrived at a point in his life, hit by a look, stares straight into the eyes of destiny.” Like when he met Napoleon Bonaparte, and for years it took the track in the heart of that look, which then blossomed in the poem “The fifth of May”.

If in Leopardi the nature is the benchmark and in Foscolo the myth, in Manzoni the keyword is the fate, that is revealed in the encounter with a human face. And Manzoni meets that face in Henriette Blondel, a Calvinist Puritan, who will accompany him on the trail of God. To her, once lost, he dedicated the touching poem “Christmas 1883″, unfinished because there is nothing left to say: “Manzoni - said the speaker – is face to face with destiny and this is to deal with you. It is true that it’s something soothing, meet the fate. Take your humanity, it is true, but you clash with the pain. “ And then “look Destiny in the eye, does not mean finding the joy but to measure up with the truth”: again back in the game that you, that face, those eyes in which there are questions about your life and footsteps to follow. Because destiny is “to be made between truth and anxiety”.

This same anxiety is what the unnamed test at the thought of Lucy, “had expected by the Innominato, with anxiety, with an unusual suspension of mind. What strange! man, who had laid in cold blood of many lives, who has many facts had not counted at all the pain he caused, if not some time to enjoy them as a wild lust for revenge, now, put in your hands upon this unknown, this poor peasant, felt like a creepy, almost a terror. “ Lucia who changes all the characters she meets. Lucia  who was disappointed, deceived and kidnapped. Lucy who is the “feel and meditate” of  The Betrothed.
Pietro Baroni continues to travel hours to one hour closer to another character, citing the tragedies of the Count of Carmagnola and dell’Adelchi and recovering the joy of Sacred Hymns. A mix of images, voices and memories that crowd into the depths of our selves, snatching our humanity thirsts of mystery, beauty, truth. And on this beautiful backdrop, make their way and the questions of life and puts you on the way to the “mysterious destiny that every human being called” knowing how the rapporteur points out that “the answer is never the answer of the question. The meeting is never like you imagined“.

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4 commenti su “Manzoni: se destino è porsi tra la verità e l’inquietudine

  1. Bellissima conferenza e bell’articolo =)

  2. è stato molto costruttivo …dovrebbero farne di più di conferenze del genere!

  3. [...] del mistero, verso una realtà altra, manifestata poco a poco da Ungaretti, poeta della parola, da Manzoni, romanziere tra la verità e l’inquietudine, da Tolkien, scrittore di fantasy della lotta tra il [...]

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